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Nutrizione personalizzata
Nuovo test per la disbiosi intestinale PDF Stampa E-mail
DISBIOSI 1La“ DISBIOSI ” è uno squilibrio  qualitativo e/o quantitativo di specie batteriche che sovvertono il normale equilibrio della flora intestinale. Vi sono due principali forme di disbiosi alle quali può andare incontro il nostro organismo: la disbiosi “fermentativa” e quella “putrefattiva”.
 L'intestino, si popola di batteri che producendo cataboliti attraverso processi di fermentazione o di putrefazione, provocano disturbi quali stipsi, diarrea, malassorbimento dei nutrienti, meteorismo, dolori addominali, infezioni delle vie urinarie, prostatiti, cefalee, foruncolosi, dermatiti, colon irritabile.
Se i microrganismi che provocano la disbiosi sono “saccarolitici”, cioè utilizzano gli zuccheri  (in presenza di una dieta ricca di dolciumi e carboidrati complessi) si presenta una DISBIOSI FERMENTATIVA, con proliferazione di microrganismi soprattutto a livello dell'intestino tenue, e provoca problemi di meteorismo addominale, flatulenza, Al contrario, se la dieta è prevalentemente a base di carne o di grassi animali e scarsa di fibre, si presenta una DISBIOSI PUTREFATTIVA, con un pH fecale molto più basico di quello fisiologico e con una ricca popolazione di microrganismi disbiotici situati nel tratto dell'intestino crasso, i quali sono in grado di portare problemi quali foruncolosi, alitosi, cefalea, malessere, stanchezza cronica, insonnia, cardiopatie e stipsi.
 
Esistono due parametri biochimici, l'Indacano e lo Scatolo, che derivano dai processi di trasformazione , a carico dei batteri ,di uno specifico aminoacido assunto con la nostra dieta, il triptofano , valutabili con un test  e possono essere analizzati per indicare se si è in presenza di disbiosi fermentativa o di disbiosi putrefattiva. 
Una percentuale elevata di indacano è in grado di esprimere la presenza di una disbiosi fermentativa a carico dell'intestino tenue. Viceversa, un alto valore di scatolo segnala la presenza di una disbiosi di tipo putrefattivo a carico dell'intestino crasso. 
Questa informazione è  fondamentale per il nutrizionista per poter decidere quale percorso terapeutico è meglio seguire



 
Dieta e Benessere PDF Stampa E-mail

 

La nutrizione personalizzata.Screening di polimorfismi genetici associati al metabolismo dei nutrienti  

Con la nutrigenetica si estende il concetto di medicina personalizzata all’area della nutrizione. La variabilità genetica individuale alle sostanze che vengono assunte con l’alimentazione nel l’organismo assieme allo stile di vita condotto, determina come i nutrienti vengono assimilati, metabolizzati, accumulati ed eliminati.

Una «nutrizione personalizzata», ha lo scopo di preparare  una dieta «salutare» in grado di prevenire o ritardare l’insorgenza di patologie correlate all’alimentazione.

Ciascuno dei nostri geni può presentare alcune differenze rispetto alla sequenza “standard” da cui è composto, queste variazioni vengono chiamate «polimorfismi »  e le varianti che ne conseguono «alleli». La maggior parte dei polimorfismi non  causano implicazioni per la salute, ma alcuni di essi producono solo un effetto sulla funzionalità della proteina prodotta sulla base delle informazioni portate dalla specifica sequenza del gene. Le differenze individuali che ne risultano possono spiegare perché non tutti reagiamo in modo identico alle varie sollecitazioni e la nutrigenomica descrive i cambiamenti nell’espressione genica in seguito a uno specifico intervento nutrizionale. Le molecole che introduciamo con la dieta possono modulare aspetti specifici della fisiologia cellulare.

Il pannello Dieta e Benessere si basa sull’analisi di 16 polimorfismi localizzati su 14 geni,  può dare  una valida indicazione sullo stato di predisposizione a determinate patologie, e in tal modo permettere di agire tempestivamente prevenendone l’espressione, curando o mantenendo l’individuo in buona salute.

 

 
Test per la disbiosi PDF Stampa E-mail

Presso il Nostro laboratorio è possibile eseguire il Test per la Disbiosi che rileva le intolleranze verso funghi, muffe e lieviti.

La presenza degli endobionti ,con cui viviamo in simbiosi nel nostro corpo, è rilevabile sin dalle primissime fasi della nostra vita. L'equilibrio fra il nostro corpo ed i microrganismi in esso presenti non può assolutamente prescindere dalle condizioni igienico-alimentari ed ambientali in cui ci si trova. Cambiamenti nell’equilibrio del sistema endobiontico dei simbionti potrebbero far ammalare un individuo.

E' un test analitico studiato per rilevare la presenza di anticorpi nel sangue umano diretti contro microrganismi (funghi, muffe e lieviti) attraverso la determinazione delle immunoglobuline di tipo G (IgG). La reazione antigene anticorpo viene rilevata con una metodica ELISA computerizzata che prevede una lettura colorimetrica dei risultati avvalendosi di un supporto elettronico. I risultati sono espressi su una scala di 6 livelli di reattività (0 - 5) corrispondenti a gradi crescenti di presenza di anticorpi nel siero.

Vengono testati i seguenti 12 microrganismi:

test minderLa presenza di funghi, nell'organismo umano, è pressoché costante ma non sempre è causa di squilibrio e di patologie.

Lo sviluppo dell'endobionte verso forme patogene (batteri funghi e virus) viene favorito da condizioni legate all’ambiente e allo stile di vita (inquinamento dell'aria,conservanti,coloranti, concimi artificiali, eccesso di farmaci ma soprattutto al primo posto va messo l'errato modo di alimentarsi, in quanto, generalmente, si tende a privilegiare, nella alimentazione, un'alta percentuale di zuccheri e proteine che sono anche l'ideale terreno di sviluppo dell'endobionte.

 L'equilibrio fra il nostro corpo ed i microrganismi in esso presenti non può assolutamente prescindere dalle condizioni igienico alimentari ed ambientali in cui ci si trova. La normale flora batterica intestinale tende ad essere distrutta completamente dallo sviluppo esponenziale delle forme micotiche che,proporzionalmente alla loro evoluzione, producono quantità enormi di micotossine le quali rallentano il metabolismo ed abbassano la reattività del sistema immunitario sovraccaricando il sistema linfatico. Dal punto di vista della terapia è, dunque, fondamentale intervenire sulla loro crescita riportando l'organismo in uno stato di naturale simbiosi. I microorganismi sono da considerare, peraltro, degli indicatori di terreno e possono di conseguenza svolgere un preziosissimo ruolo nel facilitare la comprensione della situazione in cui si trova il paziente. Tutti i funghi,se trovano le condizioni favorevoli per il loro sviluppo, sono in grado di colonizzare velocemente i tessuti ed i liquidi organici e, grazie alla capacità di produrre quantità enormi di tossine, possono diventare elementi decisivi e stabilizzanti della patologia in atto.

E' consequenziale che un eccessivo sviluppo di funghi sia da considerare come uno stato di disbiosi da correggere assieme alle cause che l'hanno creata.

Dal punto di vista della terapia è perciò fondamentale intervenire sulla loro crescita riportando l'organismo in uno stato di eubiosi.

  Inoltre è possibile rilevare sulle urine  la presenza  in eccesso di:

- Scatolo: deriva dal metabolismo del triptofano da parte  dei batteri del Grosso intestino,

- Indicano: deriva dal metabolismo del triptofano da parte  dei batteri del Piccolo intestino.

Se il test per la  Disbiosi risulta positivo all’indicano, sarà consigliabile scegliere un probiotico a base di Lactobacillus Acidophilus; se risulta positivo allo scatolo, invece, sarà opportuno scegliere un probiotico a base di Bifidobacter Bifidum; se è positivo per entrambi, si sceglie un probiotico ad ampio spettro.

Se il test per la  Disbiosi risulta positivo all’indicano, sarà consigliabile scegliere un probiotico a base di Lactobacillus Acidophilus; se risulta positivo allo scatolo, invece, sarà opportuno scegliere un probiotico a base di Bifidobacter Bifidum; se è positivo per entrambi, si sceglie un probiotico ad ampio spettro.

Sarà opportuno scegliere un probiotico a base di Bifidobacter Bifidum; se è positivo per entrambi, si sceglie un probiotico ad ampio spettro.

 

 
Dalla Nutrigenomica all'alimentazione personalizzata PDF Stampa E-mail

L'entusiasmo per la nutrigenomica nasce da una crescente consapevolezza del potenziale

 delle modifiche nella dieta per sostenere ed aiutare la salute e ridurre il rischio di malattie legate all'alimentazione. Si tratta di un settore emergente che tende a spiegare il ruolo della nutrizione sull'espressione genica che riunisce più discipline : la nutrizione, la biologia molecolare, la genomica, l’epidemiologia. Per i crescenti cambiamenti nelle abitudini alimentari e stili di vita  le persone sono sempre più inclini a disturbi legati all'alimentazione. Quindi c'è il bisogno di aiutarle a comprendere il rapporto tra alimentazione e salute e la sua importanza .

 

La nutrigenomica  ricerca e analizza l'interazione tra la nutrizione e il DNA, cioè il modo in cui gli alimenti assunti possono interagire con il corredo genetico individuale. L a nutrigenomica si compone di tre rami :    

L'entusiasmo per la nutrigenomica nasce da una crescente consapevolezza del potenziale delle modifiche nella dieta per sostenere ed aiutare la salute e ridurre il rischio di malattie legate all'alimentazione. Si tratta di un settore emergente che tende a spiegare il ruolo della nutrizione sull'espressione genica che riunisce più discipline : la nutrizione, la biologia molecolare, la genomica, l’epidemiologia. Per i crescenti cambiamenti nelle abitudini alimentari e stili di vita le persone sono sempre più inclini a disturbi legati all'alimentazione. Quindi c'è il bisogno di aiutarle a comprendere il rapporto tra alimentazione e salute e la sua importanza.

La nutrigenomica ricerca e analizza l'interazione tra la nutrizione e il DNA, cioè il modo in cui gli alimenti assunti possono interagire con il corredo genetico individuale. La nutrigenomica si compone di tre rami :

- la genetica della nutrizione o nutrigenetica: ricerca dei meccanismi con i quali modifiche individuali di piccoli tratti di alcuni geni producono variazioni del metabolismo dei nutrienti creando alterazioni dei processi metabolici e portando a possibili disturbi o intolleranze alimentari

 

- l’epigenetica della nutrizione: che studia come alcuni nutrienti contenuti negli alimenti possono alterare l’espressione dei geni e la formazione delle proteine e enzimi codificati dal gene coinvolto, che possono così presentare un’attività o una funzione diversa e inducendo così variazioni del metabolismo. L’epigenetica è coinvolta anche durante la gravidanza nelle modifiche che l'alimentazione della madre produce sul metabolismo del feto e quindi del futuro individuo

- la biochimica della nutrizione: prende atto dei dati ottenuti dalla nutrigenetica e a dall’epigenetica per arrivare all’ottenimento del benessere metabolico individuale tramite un’alimentazione personalizzata sulla base dell’individuazione delle esigenze nutritive personali per migliorarne la salute.

 

 

 
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Libro sulla PNA, dedicato alla salute e al benessere della coppia che desidera avere un figlio
L'intervista a Diana Yedid, una delle autrici e curatrice di questo libro

 

 

 

 

  


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