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La Nutrigenetica e la correlazione con il regime alimentare PDF Stampa E-mail
NUTRIGENETICA

Le scoperte più recenti sul genoma umano ci forniscono gli strumenti e le basi per comprendere i meccanismi molecolari attraverso i quali singoli geni, o loro combinazioni, rispondono ai cambiamenti nella dieta e nello stile di vita , tipo l’esposizione al fumo di sigaretta, il consumo di alcol ecc., rendendo una persona particolarmente sensibile a contrarre un certo tipo di patologia e di far luce sui meccanismi tramite i quali la dieta può esercitare un effetto protettivo. Questo nuovo modo mirato di rapportarsi con l’alimentazione introduce concetti nuovi nella scienza della nutrizione.
Alcuni polimorfismi o mutazioni dei geni che compongono il nostro DNA rendono chi ne è portatore più soggetto a patologie correlate alla funzione delle proteine prodotte a seguito dell’informazione ricevuta dal relativo gene che le codifica. Per cui conoscere la presenza nel proprio corredo ereditario di specifici polimorfismi di un gene legati predisponenti verso alcune patologie significa fare prevenzione e poter migliorare il proprio stato fisico o evitare lo sviluppo delle relative malattie.

La nutrigenetica riguarda l’identificazione delle variazioni genetiche nell’uomo che causano differenze nella risposta individuale alle molecole introdotte con la dieta, con l’obiettivo di valutare i rischi e i benefici per l’individuo di determinate componenti della dieta. In termini pratici, con la nutrigenetica è possibile sviluppare una nutrizione personalizzata alla costituzione genetica dell’individuo, tenendo conto della variabilità dei geni coinvolti nel metabolismo del nutriente e del suo bersaglio.

La nutrigenetica si avvale di analisi genetiche in grado di fornire informazioni specifiche individuali e precoci, rispetto ai tradizionali sistemi diagnostici, sul ruolo preventivo svolto dai nutrienti.
Questa nuova branca applicativa della genetica ci può dare utilissime informazioni e ha fatto comprendere che: 
1) il tipo di alimentazione può rappresentare un fattore di rischio o uno strumento di prevenzione per le patologie degenerative;
2) il grado in cui la dieta può influenzare il bilancio salute/malattia dipende dal corredo genetico di ciascun individuo;
3) un intervento nutrizionale basato sulla conoscenza delle proprie caratteristiche genetiche e sullo stato di nutrizione dell’individuo può essere usato per prevenire o curare le patologie.

La Nutrigenetica come medicina predittiva

Le differenze fra individui sono costituite per la maggior parte da polimorfismi nucleotidici, ovvero cambiamenti di una singola base nel DNA. Alcune mutazioni rendono chi ne è portatore un soggetto più a rischio di patologie dovute alla funzione delle proteine prodotte a seguito dell’informazione data dal relativo gene, per cui conoscere il proprio profilo genetico significa fare prevenzione e migliorare il proprio stato fisico
La "Medicina Predittiva", basandosi sulle informazioni ricavabili dalla costituzione genetica di un individuo, può anticipare una stima del rischio di quest’ultimo di sviluppare una determinata patologia durante il corso della vita.
L’interesse per la componente genetica della suscettibilità a malattie complesse sta mettendo in evidenza il ruolo di alcuni polimorfismi genetici relativamente comuni, ma che se associati tra loro e combinati con specifiche componenti ambientali, possono elevare notevolmente il rischio di sviluppare patologie diffuse nella società industriale.

Interazione gene-dieta

Un gene è una sequenza di DNA che codifica per una specifica proteina. Nel nostro corredo genetico sono presenti sempre due versioni dello stesso gene (alleli), una ereditata dal padre e una dalla madre. I geni sono costituiti da una specifica sequenza di nucleotidi che può presentare variazioni interindividuali.
Ciascuno dei nostri geni possiede molte differenze nel suo "codice" rispetto al "gene standard". Queste deviazioni vengono chiamate "polimorfismi", possono modificare l’attività del gene o generare proteine con variazioni funzionali, che possono avere effetti sugli equilibri biochimici e metabolici.

Non tutti i polimorfismi causano gravi implicazioni per la salute. Le differenze individuali che ne risultano possono spiegare perché non tutti reagiamo in modo identico alle varie sollecitazioni e la nutrigenomica descrive appunto i cambiamenti nell’espressione genica in seguito a uno specifico intervento nutrizionale.
Le sostanze che introduciamo con la dieta possono interferire sia negativamente che positivamente con la nostra specifica composizione genetica agendo in maniera diversa sul metabolismo .

La Nutrigenomica è lo studio della risposta individuale agli alimenti sulla base degli SNP (Single Nucleotide Polymorfhism) presenti nel proprio corredo genetico.
Circa ogni 1000 basi fisse del DNA individuale esiste una possibile variazione e l’elemento che si modifica viene chiamato "snp".
Alcuni di questi SNP possono influenzare la sensibilità a varie intolleranze, alimentari (lattosio, glutine) o cutanee, o a predisposizioni a serie patologie come l’osteoporosi, le malattie cardiovascolari, l’’Alzheimer, l’obesità.
Altri SNP influenzerebbero la capacità dei tessuti ad utilizzare in modo appropriato il glucosio (lo zucchero circolante), con inevitabili conseguenze sul piano del metabolismo individuale.
Un altro gruppo contribuisce alla qualità relativa alla produzione di sostanze coinvolte nei processi di difesa dell’organismo verso i danni ossidativi, mediati dai cosiddetti radicali liberi o all’attività infiammatoria con serie conseguenze sulla salute.
Questi polimorfismi sono quindi variazioni che possono predire il rischio individuale di sviluppare un disturbo. Sono estremamente importanti perché danno la possibilità di conoscere la probabilità di sviluppare una patologia prima che si manifesti, e questo permette di fare prevenzione.

La nutrizione personalizzata

La variabilità genetica individuale, determinando come i nutrienti vengono assimilati, metabolizzati, accumulati e in fine escreti, è alla base della peculiarità di ciascuno nel rispondere alle molecole introdotte nell’organismo e agli stili alimentari e di vita. Una "nutrizione personalizzata" ha lo scopo di ottenere una effettiva terapia dietetica "salutare" in grado di prevenire o ritardare l’insorgenza di patologie correlate all’alimentazione.

 
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