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Test Intolleranza al Lattosio congenita PDF Stampa E-mail

lattosioGENI COINVOLTI

Polimorfismo LCT-13910 T/C

Polimorfismo LCT-22018 A/G

L’intolleranza al lattosio è la più comune intolleranza enzimatica, (ne soffre circa il 70% della popolazione mondiale), è l’incapacità di digerire lo zucchero del latte.

Prima di essere utilizzato dall'organismo il lattosio deve essere scisso in due zuccheri semplici: il glucosio e galattosio; per effettuare questa operazione è necessario l'enzima lattasi; al contrario un deficit di questo enzima fa sì che il lattosio non scisso non potendo essere digerito raggiunga il colon esercitando un effetto osmotico che provoca richiamo d’acqua e di elettroliti nel lume intestinale, fermentazione batterica dello zucchero e formazione di acido lattico e acidi grassi a catena corta.

Maggiore è la quantità di lattosio ingerita, più evidenti sono i sintomi. Spesso i sintomi sono meno evidenti a scapito di una diminuita energia fisica.

Nell’uomo i livelli di lattasi sono molto elevati alla nascita ma diminuiscono dopo lo svezzamento. Dai due anni di età, si assiste ad una graduale riduzione dell’attività enzimatica (intolleranza secondaria).

Invece l’intolleranza Primaria è geneticamente determinata da due varianti del gene LTC la 13910 C/T e la 22018 G/A responsabili dell’enzima capace di scindere il lattosio, queste mutazioni perciò costituiscono un vantaggio selettivo grazie al quale chi le possiede mantiene attivo il gene della lattasi riuscendo ad assimilare il lattosio anche in età adulta.

TEST GENETICO LTC

Variante -13910 C/T

Genotipo CC intollerante lattasi deficiente

Genotipi TC e TT lattasi persistenti - non intolleranti

Variante -22018 G/A

Genotipo GG intollerante lattasi deficiente

Genotipo GA e AA lattasi persistenti - non intolleranti

TERAPIA
La terapia si basa sostanzialmente nell’eliminazione dalla dieta del lattosio; tale eliminazione deve essere graduale e finalizzata ad individuare la quantità massima di lattosio tollerata da ciascun soggetto, evitando quindi di privare completamente l’individuo intollerante di alimenti che hanno comunque un elevato valore nutrizionale e che risultano graditi. E’ utile sapere che nei soggetti intolleranti l’insorgenza dei sintomi è inversamente proporzionale alla velocità di svuotamento gastrico; ad esempio nel soggetto intollerante l’assunzione di lattosio a stomaco vuoto ed insieme a carboidrati che incrementano la velocità di svuotamento gastrico è destinata ad avere effetti maggiori rispetto all’assunzione dello stesso quantitativo di lattosio all’interno di un pasto in cui sono presenti alimenti grassi; in quest’ultimo caso i sintomi possono essere lievissimi o assenti. In generale il trattamento dell’individuo intollerante prevede l’eliminazione del lattosio a partire dai cibi che ne sono più ricchi (latte e derivati) fino a giungere, nei casi più importanti, all’eliminazione degli alimenti che contengono lattosio in quantità minori (dolci, cereali, salumi). 

 
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